Videogiochi accessibili: conosciamo Simone membro della community di gamer inclusiva della BeOn Foundation

Videogiochi accessibili: conosciamo la community di gamer inclusiva della BeOn Foundation

I videogame, si sa, hanno sempre messo d’accordo tutti. Sin da piccoli siamo stati abituati a giocare per svagarci, rilassarci, divertirci, battere amici e parenti con sfide avvincenti o per creare mondi paralleli dove poter esser ciò che si desidera. Ma, fino a pochi anni fa, non tutti potevano accedere alle più comuni piattaforme digitali di gioco. Oggi, invece, grazie alle recenti innovazioni tecnologiche nel campo del gaming, chiunque può giocare ai videogame, vivendo esperienze uniche ed avvincenti.

 

Scopriamo come, conoscendo insieme alcuni giocatori che hanno avuto l’opportunità di scoprire nuovi mondi fantastici grazie alle BeOn Foundation.


  • Ciao Simone, mi hanno detto che ti piacciono i videogiochi (e come darti torto, chi non li adora?!). Quand’è la prima volta che hai giocato?

Ciao! Io ho iniziato a giocare ai videogiochi quando avevo circa 6 anni. All’inizio giocavo con il computer, e poi sono passato alle console.

  • Era la prima volta in assoluto o avevi già giocato prima di allora?

Ho sempre giocato ai videogiochi, fin da quando ero piccolo. Ma ho potuto giocare fino a circa cinque anni fa, quando la forza nelle mani ha iniziato a diminuire; allora ho dovuto iniziare ad utilizzare i giochi che richiedessero solo l’utilizzo del mouse.


  • Ora quanti anni hai? E come mai hai dovuto cambiare il tuo approccio con i videogiochi?

Ho 31 anni, ed ho dovuto cambiare nel corso degli anni, a causa del progredire della mia malattia e della conseguente perdita di forza nelle mani.

  • Raccontaci un po’ delle tue passioni… Qual è il tuo gioco preferito?

Direi Crash Bandicoot, perché è un gioco a cui sono affezionato da quando ero un bambino.


  • Fichissimo, lo adoro! E quello a cui giochi più spesso?

Football manager.

  • Dicci la verità, vorresti provare altri giochi a cui fino ad ora non hai mai giocato?

Si, direi giochi di guerra.


  • Oggi attrezzature, controller e sistemi di gioco sono davvero tantissimi ed accessibili a tutti. Tu quale utilizzi per giocare? Spiegaci un po’ come è fatto e se lo trovi comodo per le tue sessioni di gioco.

Mouse e programmi che convertono i movimenti degli occhi in movimenti del joystick. Si chiamano eye tracker e riescono a tracciare i movimenti degli occhi traducendoli in azioni concrete durante il gioco.

  • È davvero interessante scoprire le singole esperienze di gioco e le emozioni che suscitano. Anche a me piace molto giocare ed i videogiochi li uso come strumenti di evasione dalla realtà quotidiana. Tu come ti senti quando giochi? Ti va di condividere con noi emozioni e sensazioni?

È un modo come un altro per passare il tempo, e mi piace molto. Però è anche un modo per avere qualche scarica di adrenalina.

  • Giocare da soli è formativo, ma giocare insieme è divertente, soprattutto se si possono condividere vittorie e scoperte con gli altri appassionati come te. Come i ragazzi della BeOn Foundation. Tu come li hai conosciuti? Ti farebbe piacere raccontarci qualcosa della tua esperienza (di gioco e personale) con loro?

Li ho conosciuti attraverso lo Spazio Vita che si trova all’interno dell’ospedale Niguarda, con loro hanno attivato un progetto di gaming inclusivo.

È stata un’esperienza molto positiva per quanto mi riguarda. Da parecchi anni avevo smesso di giocare a giochi impegnativi e avevo dovuto ripiegare su giochi manageriali o comunque poco impegnativi a livello di movimento delle le mani, ed un po’ mi dispiaceva. Invece, grazie all’aiuto di Stefano, sono riuscito a giocare addirittura a Fifa e ad alcuni giochi di guida, a cui pensavo di non riuscire più a giocare.


  • Qual è la cosa che apprezzi di più del rapporto con loro?

La cosa che ho apprezzato è che, stando con loro, non si pensa mai a quello che non riusciamo più a fare ma si pensa sempre ad un modo alternativo per raggiungere lo stesso obiettivo. Pensiamo sempre in positivo, a migliorare, senza mai abbatterci o rassegnarci.

  • Ora che ci conosciamo un po’ meglio, puoi confidarti: ogni tanti i ragazzi della BeOn Foundation con cui giochi ti fanno arrabbiare o perdere la pazienza?

Sono tutti molto tranquilli ed amichevoli, sarebbe impossibile arrabbiarsi con loro!

 

Grazie di cuore per aver condiviso con noi la tua avventura da gamer. Rivivere un’esperienza di gioco come la tua è emozionante, e fa capire al mondo intero che basta poco per far divertire tutti. Le soluzioni di gioco accessibili sono infinite, progettate per rispondere alle esigenze di qualsiasi persona e personalizzabili per adattarsi ai singoli contesti.

 

Non vogliamo più vedere ragazzi infelici che si limitano ad osservare gli amici giocare perché loro “non possono farlo”. Ci impegniamo nel quotidiano per regalare attimi di felicità tramite videogiochi accessibili che non mettono barriere ma aprono varchi in mondi fantastici.

Vuoi saperne di più sui videogiochi accessibili o vuoi far parte della nostra squadra?

Scrivici, insieme faremo grandi cose!

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