Videogiochi accessibili: conosciamo la community di gamer inclusiva della BeOn Foundation

I videogame, si sa, hanno sempre messo d’accordo tutti. Sin da piccoli siamo stati abituati a giocare per svagarci, rilassarci, divertirci, battere amici e parenti con sfide avvincenti o per creare mondi paralleli dove poter esser ciò che si desidera. Ma, fino a pochi anni fa, non tutti potevano accedere alle più comuni piattaforme digitali di gioco. Oggi, invece, grazie alle recenti innovazioni tecnologiche nel campo del gaming, chiunque può giocare ai videogame, vivendo esperienze uniche ed avvincenti.

 

Scopriamo come, conoscendo insieme alcuni giocatori che hanno avuto l’opportunità di scoprire nuovi mondi fantastici grazie alle BeOn Foundation.

  • Ciao Alessandro, mi hanno detto che ti piacciono i videogiochi (e come darti torto, chi non li adora?!). Quand’è la prima volta che hai giocato?

Ciao! In assoluto, con questo tipo di “controller” innovativo, grazie ai ragazzi della fondazione. L’ho scoperto grazie a Spazio Vita dell’ospedale Niguarda, in collaborazione con la BeOn Foundation.

  • Era la prima volta in assoluto o avevi già giocato prima di allora?

No. La prima volta in assoluto è stata da bambino, con un vecchio videogioco visto in un bar.

  • Un po’ come tutti i bambini, anche io adoravo i giochi delle sale giochi dei bar. Raccontaci un po’ delle tue passioni… Qual è il tuo gioco preferito?

Avendo una disabilità motoria che non mi permette di muovermi come vorrei, ho trovato nel mondo dei videogiochi un vero e proprio modo per fare esperienze, oltre al piacere del semplice passatempo. Ecco perché ci terrei tantissimo a trovare un modo per ripetere quelle emozioni, le stesse che provavo quando avevo la possibilità di giocare a NBA 2k5 su PlayStation.

Ora vorrei trovare il modo di giocare a videogiochi sportivi principalmente, che sono i miei preferiti.

  • Dicci la verità, vorresti provare altri giochi a cui fino ad ora non hai mai giocato?

Certo! Come ho detto, sono un appassionato di giochi sportivi, come basket, football americano e sport in generale. Per questo vorrei provare preferibilmente giochi del genere. Ma sono aperto a tutto, provo anche altri videogame.

  • Oggi attrezzature, controller e sistemi di gioco sono davvero tantissimi ed accessibili a tutti. Tu quale utilizzi per giocare? Spiegaci un po’ come è fatto e se lo trovi comodo per le tue sessioni di gioco.

Allora, io sono tetraplegico e sono passato di recente da un pc classico ad un iMac: avendo bisogno del supporto di un “integramouse” per usare il computer, non ho modo di giocare a giochi più elaborati, soprattutto perché il sistema Apple, in aggiunta al mouse labiale, non permette azioni così complesse.


  • Ora siamo curiosi di questo “integramouse”, come funziona e cosa ti consente di fare? L’integramouse è un supporto essenziale, nel mio caso specifico, per poter usare il computer senza l’uso delle mani. È un mouse labiale ed è composto da una prima parte, un “joystick” labiale che, collegato tramite l’apposito filo e presa usb, consente di muovere il puntatore (o freccina) sullo

schermo, con un semplice movimento delle labbra. Questo “joystick” speciale ha un bocchino forato all’estremità dello stesso, che permette con un soffio o aspirazione di simulare l’azione del tasto destro del mouse tradizionale. Il secondo componente dell’integramouse è un “micro light”, un semplice tastino che, collegato tramite un jack infilato nell’apposito buco della “scatolina” posizionata in mezzo al cavo, permette di scegliere quale tasto del mouse far simulare al “micro light”, e le due azioni precedenti possono essere invertite. Ovviamente questi due componenti, per essere posizionati, hanno bisogno di due Magic Arm.

L’integramouse mi permette di usare l’80/90% delle funzionalità di un pc, Mac ed altri dispositivi elettronici, chiaramente con i dovuti tempi.


  • È davvero interessante scoprire le singole esperienze di gioco e le emozioni che suscitano. Anche a me piace molto giocare ed i videogiochi li uso come strumenti di evasione dalla realtà quotidiana. Tu come ti senti quando giochi? Ti va di condividere con noi emozioni e sensazioni? Quando gioco mi immergo molto, anzi anche troppo! Essendo appassionato di giochi sportivi mi sento un vero e proprio giocatore NBA che segna il canestro decisivo, il campione che segnando un touchdown al Superbowl o il pilota che sfreccia come Valentino Rossi sul circuito del Mugello.


  • Giocare da soli è formativo, ma giocare insieme è divertente, soprattutto se si possono condividere vittorie e scoperte con gli altri appassionati come te. Come i ragazzi della BeOn Foundation. Tu come li hai conosciuti? Ti farebbe piacere raccontarci qualcosa della tua esperienza (di gioco e personale) con loro?

I ragazzi della BeOn li ho conosciuti tramite il CAD Spazio Vita dell’ospedale Niguarda, quando hanno tenuto un corso sui videogiochi accessibili alle persone con disabilità fisiche. Sono rimasto molto colpito, visto che erano anni che volevo giocare ai videogiochi; ma, avendo una grave compromissione della mobilità, non sapevo, o meglio nessuno mi mise al corrente che esistessero modi alternativi per giocare ai videogame, senza l’uso delle mani.


  • Qual è la cosa che apprezzi di più del rapporto con loro?

Beh, visto che sono un amante dei videogiochi e della tecnologia in generale, ho trovato “la terra promessa” come si dice, oltre a persone molto disponibili, molto competenti e pazienti, praticamente amici.


  • Ora che ci conosciamo un po’ meglio, puoi confidarti: ogni tanti i ragazzi della BeOn Foundation con cui giochi ti fanno arrabbiare o perdere la pazienza?

Assolutamente NO, per quanto li abbia frequentati. Anzi, forse loro ce l’hanno con me, per non aver rispettato la scadenza del medesimo questionario.

 

Grazie di cuore per aver condiviso con noi la tua avventura da gamer. Rivivere un’esperienza di gioco come la tua è emozionante, e fa capire al mondo intero che basta poco per far divertire tutti. Le soluzioni di gioco accessibili sono infinite, progettate per rispondere alle esigenze di qualsiasi persona e personalizzabili per adattarsi ai singoli contesti.

 

Non vogliamo più vedere ragazzi infelici che si limitano ad osservare gli amici giocare perché loro “non possono farlo”. Ci impegniamo nel quotidiano per regalare attimi di felicità tramite videogiochi accessibili che non mettono barriere ma aprono varchi in mondi fantastici.

 

Vuoi saperne di più sui videogiochi accessibili o vuoi far parte della nostra squadra?

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