L’Intelligenza Artificiale come strumento di inclusione e sostegno per chiunque

L’AI si è già dimostrata una valida alleata su tutti i fronti, dalla sanità al lavoro, dal gioco alla routine quotidiana. E continua a stupirci in ogni istante.
Il boom di utilizzo dell’Intelligenza Artificiale è iniziato solo da pochi mesi, ma i ricercatori ne scoprono ogni giorno nuovi impieghi a supporto delle persone disabili. Seppur in ambito informatico i tempi sono piuttosto rapidi, il caso specifico dell’AI ci dà l’impressione di vivere già nel futuro; un futuro migliore.
I settori d’impiego sono molteplici, ma quel che accomuna ogni progetto è l’obiettivo finale: un miglioramento generale della vita di ognuno. Il primo tra tutti è il settore sanitario, che ne beneficia sia per le diagnosi che per i trattamenti specifici.
La medicina sta facendo passi da gigante, riuscendo ad ottenere diagnosi precoci di malattie genetiche e croniche, oltre ad intervenire con cure tempestive che ne limitano o impediscono la degenerazione. A tal proposito, si stanno sviluppando strumenti specifici per rendere sempre più personalizzato ogni intervento, aumentandone l’efficacia.
Parallelamente, l’Intelligenza Artificiale consente di produrre sistemi di supporto avanzati, come per il riconoscimento vocale, per la lettura e l’interpretazione di immagini, protesi di ogni sorta, sistemi robotici per la riabilitazione ed il movimento, e tanto altro di cui parleremo nei prossimi articoli.
Tutto ciò a breve entrerà a far parte della routine lavorativa e quotidiana. Ma non ci dimentichiamo che la vita non è solo lavoro e bollette, bisogna anche divertirsi! Ed è proprio per questo che il mondo del gaming oggi, grazie all’AI, consente a chiunque di giocare, abbattendo qualsiasi barriera*.
Per fortuna, le aziende leader del settore tecnologico hanno compreso appieno di essere le pedine principali dell’inclusione, e si stanno già impegnando per eliminare gli squilibri dettati da ambienti e strumenti non inclusivi. Tra di essi c’è Microsoft Italia, che ha annunciato un hackaton a tema: AI for Inclusion. E noi speriamo che a breve gli altri big ne seguiranno la scia.
Sul fronte opposto, però, purtroppo bisogna dirlo, ci sono i tanti limiti amministrativi e burocratici che ne rallentano l’evoluzione. Ed è per questo che, nonostante la rapidità sopra citata, non ancora riusciamo a vivere in un Paese totalmente inclusivo. Un obiettivo (speriamo) non troppo distante, che riusciremo a raggiungere con l’impegno congiunto; perché, si sa, l’unione fa la forza!
*Segui la nostra rubrica sul gaming inclusivo

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